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| Fonte: Ansa.it |
La città, o una parte di essa, ha scelto l'arancione per salutare una nuova stagione amministrativa, per accendere la speranza, per dimenticare quello che è stato. Il nuovo sindaco ha il viso delle persone perbene. Come quelle che ieri ho visto affollare piazza Municipio. Fuori il comune, bambini, uomini e donne e soprattutto giovani. Neo maggiorenni o liceali, universitari e giovani professionisti, artisti e precari. Non sembrava la mia città o forse lo era, per una sera più che mai.
Sono contenta per la Gente soprattutto. Per i sorrisi che ho visto fioccare, per gli abbracci che hanno avvolto le strade, per l'entusiasmo tangibile, vero e bello. E' un'energia sana che non va dispersa e non va delusa. E' un magma silenzioso che, all'improvviso, ha preteso di esplodere.
Quante responsabilità adesso, caro Sindaco. Hai una città da mettere a posto, ci devi ridare l'ordinario, ci devi costruire i pilastri di un presente. Questa è una città che è sempre rivolta verso dimensioni temporali altre. Il passato e il futuro. Il prima e il dopo. Mai che si utilizzi l'indicativo presente. Ma è quello che deve diventare il faro, se no si diventa vecchi, se non ci si abitua, se no si vive di speranze ed utopie che creano solo magoni e insoddisfazioni.
Quante responsabilità, adesso, cara Gente. C'è un sindaco da vigilare e consigliare. C'è un entusiasmo che deve trasformarsi in partecipazione. Se no il presente vola via. Di nuovo.
Il Sindaco urla alla folla "abbiamo scassato". Poi più riflessivo: "Da domani apriremo le finestre del Comune e faremo uscire il puzzo del compromesso morale per far entrare il profumo della legalità».
Un ragazzo grida nel giorno della festa: "e se sbaglia, lo andiamo a prendere fino a casa".
Tutte ottime intenzioni.
Buon lavoro Sindaco.


2 commenti:
Ti devo dire che mi è piaciuta questa vittoria, anche se ovviamente non è stata la mia (se non come cittadino, intendiamoci) e questo lo devo ammettere. Rendo omaggio a chi ci ha creduto fin dall'inizio, a tutti i militanti che ieri erano confusi nella folla. Detto ciò a me sembra che questo evento sia un'avvisaglia di qualcosa di più grande, di quell'emancipazione che finalmente sta prendendo gli elettori della nostra città, di cui avevano bisogno dopo quasi venti anni di servitudo imposta dai regimi da Unione Sovieta di Bassolino e Jervolino. Speriamo ora che arrivino anche i giudici, prendano atto che il popolo si è espresso e ha buttato Bassolino e la Jervolino nel gabinetto con tutti quanti i loro scherani e galoppini appresso e, seppur con sommo ritardo tirino la catina, magari facendo finalmente chiarezza su 18 anni di malgoverno aggravato e continuato, pronunciando qualche condanna in processi aperti e finora infiniti, aprendone qualcun altro che aspetta soltanto di essere avviato (e da anni). Ci credo poco, lo spero. Per ora mi godo questa vittoria della città che, ribadisco, non è mia perchè non ho l'ho costruita fin dal primo momento assieme al nuovo sindaco, ma che mi fa molto piacere che sia arrivata.
Se mi permetto di commentare é solo perchè ammiro tantissimo ogni moto di speranza, e sono mosso da pietà in ogni caso che mi chiama al giudizio politico.
L'espressione "nuova amministrazione" mi ha spezzato il respiro... e di questa coccinella non sono riuscito a non notare il lerciume ipocrita.
Non so se sia il "nuova" o l'"amministrazione... la prima espressione é lo sconcerto mentre la seconda trasuda di risvolto tragicomico.
A mio avviso l'unica lettura politica realistica é tutt'altra. Dopo 40 anni di democrazia cristiana, il fermento culturale che ha caratterizzato la città che a fine 800 era fra le più importanti capitali europee, 10 anni di Bassolino, la spazzatura che arriva fino ai piani alti del Mattino senza scalfire l'olfatto dei "giornalai", qual'é il risultato? Uno sceriffo che fa il sindaco! Il mandato morale che sovrasta quello politico, rigirando la lancia nel costato di Macchiavelli e di Platone.
I sorrisi non sono un metro delle questioni politiche e perché questi ritornino ad essere tali, per uscire dalle barzellette,occorre che la politica riparta.
Il problema in definitiva é che dalle finestre del comune deve uscire il puzzo dell'individualismo e del corporativismo che vede la nostra città continuamente investire la classe politica di sinistra da un vento di speranza nel cambiamento per poi vederla confermarsi la forza più conservatrice.
Quei sorrisi di cui parli non hanno saputo oltrepassare QUESTA considerazione politica. E quindi non sono sorrisi politici. Sono sorrisi calcistici. Da 0 a 0, palla a De Magistris... che si bea di aver scassato e probabilmente di poter veramente scassare sul serio finalmente...
Soprattutto dalle finestre del comune deve entrare un progetto politico che Giggino lo scassatore non ha! Giggino c'ha un idea nella testa che si spera non sia la stessa che ha portato Napoli a quello che é peggio della morte della politica: la perdita della speranza!
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