20 aprile 2012

Il lungomare liberato - Lettera 43

Il lungomare liberato - POLITICA

06 febbraio 2012

Ciao Al...

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris invita l'attore Al Pacino in città con un videomessaggio. Ed è subito tormentone.
CIAO AL!

 





04 febbraio 2012

28 gennaio 2012

Napoli, cartoline dalla città



Napoli in cartolina: il Vesuvio imponente sullo sfondo, la vista sul golfo e un pino marittimo a impreziosire il tutto. Roba di altri tempi ormai. La fotografia che oggi ritrae la città dovrebbe avere tutt'altra estetica. E non voglio parlare di quelle opere d'arte che sono stati per mesi (o saranno ancora? A onore del vero, nel mio quartiere la differenziata porta-a-porta sembra funzionare) i colorati e maleodoranti cumuli di immondizia per le strade. No, la nuova cartolina dovrebbe rappresentare un circo, felliniano direi. Un carnevale di maschere, personaggi, clown e chi più ne ha e più ne metta che si muovono frenetici su una pista. Avete presente il finale di "Otto e mezzo", il capolavoro del maestro riminese? Ecco. Pappaparappapappa e tutti che girano in tondo, chi sorride, chi balla, chi è triste, chi è incazzato. Tutti però che non fanno che muoversi in circolo, che girare su se stessi. "Facimme ammujne " e poco altro.

Scattiamo la prima fotografia. Il Napoli Teatro Festival. Si tratta di un evento culturale internazionale di un'importanza e di un respiro unici. Compagnie teatrali internazionali arrivano sotto il Vesuvio e riempiono le sale, i palazzi, i capannoni industriali con i loro lavori. Si sentono parlare tutte le lingue del mondo. Si ha la possibilità di ammirare un premio Oscar recitare Shakespeare in un allestimento firmato da un altro premio Oscar. Insomma, anche semplificando, ci rendiamo conto della portata dell'evento. Ma per la fotografia che vogliamo scattare non puntiamo l'obiettivo sulla scena, ma dietro le quinte. Leggo da qualche giorno su Repubblica Napoli dell'imbarazzante situazione in cui si sta trovando la Fondazione che gestisce il Festival. I creditori stanno bussando alla porta del direttore Luca De Fusco per richiedere il pagamento, da mesi vedi anni, di somme di denaro pattuite di varia natura. Ci sono i fornitori e i lavoratori, ma non solo. A battere cassa sono le stesse compagnie teatrali pagate per partecipare al Festival. E non parliamo di teatrini amatoriali, ma delle più importanti compagnie di tutto il mondo che, di fronte al muro di gomma gentilmente offerto dagli organizzatori napoletani, si stanno rivolgendo ad avvocati e stanno annunciando che screditeranno il festival ovunque. Tra i creditori c'è lo stesso Kevin Spacey che deve ricevere ancora la metà del compenso pattuito. Magari da queste parti è normale pagare la gente anni dopo aver lavorato, ma nel resto del mondo questa usanza forse è meno conosciuta, soprattutto quando si parla di interlocutori di una certa levatura.
Per capire la gravità della situazione è sufficiente citare la lettera di Gustavo Tambascio, regista spagnolo che a Napoli ha portato un "Frankenstein" e prima ancora un' opera diretta da Antonio Florio e presentata al San Carlo, al buon De Fusco: «Non credo che questa sia la maniera di condurre un evento internazionale. Devo dirle che la caduta del prestigio del vostro festival in Spagna è enorme, e che non avere pagato né me né gente come Lavelli o Juan Luis Gagliardo (con "L' Avaro" di Moliere al Mercadante) è un fatto che viene considerato scandaloso nel nostro Paese. Abbiamo fatto le recite del Frankenstein nel giugno 2010 e dopo avere ricevuto la metà del cachet rimangono da pagare 22.500 euro. Né un rigo, né una telefonata, né una spiegazione è mai arrivata. In questo momento non resta altro che procedere per via giudiziaria. Sappia che darò copia di questa lettera a la Asociacion de directores de escena de Espana, a la Sociedad general de autores de Espana e al ministero della Cultura». Olè.

Il secondo scatto. Nel 2013 Napoli dovrebbe accogliere il Forum Universale delle Culture, evento promosso dall'Unesco ogni tre anni. La prima sede è stata Barcellona, poi ci sono state Monterrey e Valparaiso. L'evento dura circa quattro mesi se non erro ed è un contenitore di incontri e iniziative culturali. La dimensione è sempre internazionale. Ben venga allora. Come si sta preparando Napoli per accogliere la gente, organizzare la kermesse e sfruttare l'occasione? Boh. Per ora ha fatto notizia la nomina del Presidente, cioè colui che dovrebbe occuparsi della cosa. Per dire: viva l'organizzazione. Prima Oddati, poi Vecchioni, adesso Marotta. E dire che, come suggerisce oggi Ciro Pellegrino su Linkiesta, Napoli per ottenere l'evento ha pure pagato (come ha pagato per l'inserimento nel contenitore Rai del 31 dicembre la ripresa tv dei festeggiamenti a piazza del Plebiscito a Capodanno...). Ma ha pagato anche tanto: 4,2 milioni di euro. Non sono monetine. E poi per fare cosa? Ancora non si sa. Se andate sul sito, è in aggiornamento! Se penso che quei soldi potrebbero essere spesi per migliorare le strade, pulire i giardini e rendere veramente appetibile e vivibile la città, mi avvilisco. Che senso ha spendere tanti soldi per continuare a vivere male e non ottenere da quell'investimento ancora nulla. Vogliamo essere ottimisti? Proviamoci e vediamo cosa saremo capaci di raccogliere da questo infinito ed estenuante work in progress. Come se non bastasse il Ministero degli Esteri avrebbe l'intenzione di defilarsi. Come scrive Bianca De Fazio su Repubblica il governo avrebbe chiesto "il programma del Forum e il budget a disposizione dell' iniziativa. Risposte impossibili da dare a Roma, perché al momento non esiste, ufficialmente, né l' uno né l' altro. E dato che il ministero è garante dei rapporti internazionali del Forum (...) ed è cuscinetto tra la Fondazione e l' Unesco, l' ipotesi che si defili è dietro la porta (...).Venute meno le motivazioni politiche che consigliavano al vecchio governo Berlusconi di non far mancare il proprio appoggio alle iniziative napoletane e in special modo a quelle sotto l' ala del presidente della Regione Stefano Caldoro, il governo Monti sta ripensando il proprio impegno anche nel Forum. Il ministero degli Esteri non è disposto a mettere in gioco la propria credibilità su un evento che potrebbe rivelarsi al di sotto delle aspettative". Cool!

Terza immagine. Il mare. Anche la Iervolino ha sognato di vederci le regate internazionali, oltre quelle dei circoli nautici locali. Il golfo è bello, la tradizione velica ci appartiene, esiste posto migliore per ospitare la Coppa America? Tutti l'hanno sempre data per fatta. Sia all'epoca di Rosetta, sia con l'epoca arancione. Poi sempre la doccia gelata. Adesso si dovrebbero ospitare alcune pre-regate della Louis Vuitton Cup. E dove le facciamo? Bagnoli, Bagnoli, Bagnoli! E' l'occasione della vita! (quando stavo alle medie, mia zia mi disse: "che cose meravigliose faranno al posto dell'Italsider. Noi non le vedremo mai! Forse i tuoi figli si!". Ed era convinta. Serenamente convinta. Io bimba, piccola e ingenua:"ma no! le faranno prima". Mi sa che ha avuto ragione lei). Poi si scopre che è una zona ancora troppo inquinata (ma va) e che la cosa non è possibile. Allora l'armata Brancaleone si sposta a Mergellina. E' bella Mergellina! E' un sogno via Caracciolo. E tutti tremano: perché si aspettano le autorizzazioni della Soprintendenza, perché tutto (ma proprio tutto) deve essere fatto in tempo record, altrimenti che "figura e' mm.......", perché via Caracciolo non è in periferia ma è pieno centro cittadino. E' una delle arterie principali della città che, chiusa, ingolferebbe ancora di più il precario equilibro della mobilità urbana. Ah, per avere le pre-regate sono stati spesi cinque milioni di euro finora. 

Ci sarebbe anche la questione Madre. Ma sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Gennaio 2012: ecco la cartolina di Napoli. Sarebbe terra di teatro, ma vandali e scugnizzi seminano il panico nel tempio di Eduardo, quel Teatro San Ferdinando restaurato dove sono entrati nei giorni scorsi un pugno di piccoli criminali mentre era in scena proprio Luca De Filippo con "Le bugie hanno le gambe lunghe". Dovrebbe essere terra di cultura e una città di mare, ma la realtà sembra così lontana dagli slogan consolatori con cui ci si riempie la testa. Dovrebbe vivere di turismo. Ma invece di attrarlo, il comune tassa bed and breakfast e alberghi. Come se di turisti ce ne fossero anche troppi. 
Poi, si, ci sono tante formichine, come negarlo. E meno male. Non girano in tondo, vanno in mille direzioni, si danno da fare, non si arrendono. C'è chi investe nel turismo, chi nella ristorazione, chi nell'editoria, chi nell'arte. Danno dinamismo a una città che altro non fa che piegarsi sempre più su se stessa. 

Driiinnn! 
- Pronto, chi è?
- Sono il comandante De Falco.
- Desidera?
- Siate seri, caxxo!!!

17 dicembre 2011

Corna facendo 2


Poche righe per "dovere di cronaca". Ho avuto un nuovo flyer dell'hotel. Ancora una volta ad un semaforo, ma dalla parte opposta della città. Pare che il business stia tirando e le offerte si diversificano ancora. Compare infatti un nuovo "Pacchetto d'amore", con pernottamento e "light menu"oltre all'ormai rinomato "Relax in Day use..." (puntini sospensivi da volantino).
Ma si pensa anche ad altro. Tra le novità ci sono infatti le "Cene Romantiche" con menu a 25 euro a persona (in tempi di crisi...) e le Feste di addio al Celibato/Nubilato. La promozione recita: "L'unico Hotel a Napoli ad aver ideato Feste Escluisive per questi tipi di Eventi, con un adeguato Programma Organizzato ogni sera dal suo staff". Il prezzo 25 euro per persona incluso animazione. Peccato non abbiano specificato quale. Da sottolineare l'uso dell'aggettivo "adeguato".

28 novembre 2011

In libreria arriva "Il Casalese"



E’ arrivato nelle librerie e nelle edicole "Il Casalese" (Edizioni Cento Autori), uno spaccato dell’Italia di Berlusconi, della politica senza passato e dall’incerto futuro. E da filo conduttore all’ultimo ventennio di storia politica dell’Italia, le tante - forse troppe - coincidenze che hanno scandito un’altra significativa storia: quella di Nicola Cosentino, il potente coordinatore del Pdl della Campania, ed ex sottosegretario all’Economia con delega alla Programmazione Economica, sul cui passato grava la pesante ombra del clan dei Casalesi e sul cui presente pende una richiesta di custodia cautelare in carcere per il reato di concorso esterno in associazione camorristica. 

A raccontare l’incredibile e “fortunata” storia di un oscuro consigliere comunale di Casal di Principe, che a meno di cinquant’anni si ritrova a ricoprire il duplice incarico di uomo di Governo e di segretario politico del primo e più importante partito della Campania, sono nove giornalisti che da anni seguono le vicende politiche e giudiziarie della regione.
Con alcuni di loro ho collaborato nel tempo e questo post vale come in bocca al lupo per la pubblicazione.
 Ecco chi sono gli autori del volume: Massimiliano Amato, giornalista professionista, dal 2004 lavora al quotidiano l’Unità. È stato redattore a: Il Giornale di Napoli, il Mezzogiorno, La Città, il Mondo, L’Articolo. Arnaldo Capezzuto, giornalista professionista, si è occupato di cronaca nera per i quotidiani "La Verità", "Napolipiù" e "il Napoli", freepress del gruppo Epolis; collabora con il mensile "L'Espresso napoletano". Corrado Castiglione, giornalista professionista, cronista politico del quotidiano “Il Mattino”, è autore di numerosi saggi. Ultimi in ordine di tempo, «Ferita a morte, lettera da Napoli ad un amico di Vigevano» (2008) e «Napoli Anno zero» (2009). Giuseppe Crimaldi, giornalista professionista dal 1993, si occupa di cronaca giudiziaria per il quotidiano “Il Mattino”; è stato redattore dei quotidiani “Avanti!” e “Roma” e dell’Agenzia Giornalistica Italia. Antonio Di Costanzo, giornalista professionista, ha lavorato per il “Tempo” e “Il Giornale di Napoli”; è stato tra i fondatori dei quotidiani “La Verità” e “Napolipiù”; collabora “Repubblica”. Luisa Maradei, giornalista professionista dal 2006, ha lavorato presso la redazione Interni del quotidiano “Il Mattino”. Peppe Papa, giornalista professionista, è redattore politico dei quotidiani “Cronache di Napoli” e “Cronache di Caserta”. Ciro Pellegrino, giornalista professionista, si occupa di politica e segue da tempo le vicende del Comune di Napoli; lavora per “Il Mattino” di Napoli e il giornale on-line di approfondimento “Linkiesta.it”. Vincenzo Senatore, giornalista professionista, opinionista televisivo, collabora con il quotidiano economico “Il Denaro”.