01 febbraio 2010

Un grido d'aiuto dalle case famiglia



Carola è uno dei soci fondatori della ong Itaca, che si occupa da anni di minori a rischio a Napoli e ormai anche nel resto del mondo. Mi scrive su Facebook:

"da 15 giorni gli operatori delle comunità e case famiglia per minori occupano la direzione dei servizi sociali del comune di Napoli, che non ci paga da 20 mesi!!! Abbiamo bisogno del supporto della società civile per far valere i diritti dei bambini sull'arroganza degli adulti!"

Il quadro è questo:

la Federazione Sam raccoglie 100 strutture che accolgono minori a rischio, abbandonati, sfruttati, maltrattati.

Da 20 mesi Comune di Napoli e Regione Campania non mettono a disposizione le risorse necessarie per il funzionamento di queste case famiglia.

Tutto questo significherà la perdita di circa 1500 posti lavoro, nonchè il riaffido di 1000 minori ai servizi sociali.

Una testimonianza: Vittorio Emanuele Iervolino di "Diamo una mano" intervista la responsabile della Casa Famiglia "Villa Laura". Tra le righe "siamo costretti a chiedere l'elemosina per far vivere i bambini affidati".



La cooperativa "Progetto uomo" invece si è industriata e vende il vino realizzato e donato dalla casa vinicola Tormaresca per finanziare il progetto Oikos.
Qui tutti i dettagli:http://www.progettouomo.org/

Mi chiedo, è tempo di fare qualcosa di concreto e serio?

29 gennaio 2010

Pistoia, latte materno alla diossina


Ricevo questa notizia via email. Credo sia giusto condividerla in rete.

PISTOIA, INCENERITORE AVVELENA LATTE MATERNO
Il caso delle mamme di Pistoia: latte materno presenta elevati tassi di diossina

Cosa stiamo aspettando?
Ci piacerebbe mettere di fronte tutti gli amministratori e i politici che abbiamo incontrato e ascoltato, ma che finora non hanno mosso un muscolo, con le mamme di Pistoia, il cui latte materno presenta elevati tassi di diossina.
Latte avvelenato, che passerà ai loro bambini e noi non osiamo nemmeno pensare alle conseguenze.
Vorremmo sentire da questi amministratori quale sia la loro giustificazione, quello che ancora si inventerebbero per difendere un inceneritore che mina uno dei più preziosi alimenti dell'umanità.
Il latte di una mamma.
Montale, provincia di Pistoia, dove è in funzione un modernissimo inceneritore, e nessun altro impianto che consenta di creare qualche alibi.

I campioni di latte arrivano da mamme che abitano nella zona di ricaduta dell'impianto, quelle ricadute che per Enia praticamente non esistono e sono infinitesimamente minuscole.
L'inquinante è il tristemente noto policloroibifenile, un termine intricato con il quale faremo bene ad avere confidenza.
I profili emissivi (che sono le impronte digitali delle sostanze inquinanti) sono identici a quelli che avevano già regalato al territorio i polli alla diossina, gli stessi indicati dal gestore come emissioni dell'impianto.
Eppure a Pistoia le istituzioni si esprimettero con affermazioni che oggi suonano in modo stridulo, come una campana a morte: “totale assenza di PCB nelle emissioni”.

Ma non le istituzioni hanno fatto emergere questo dramma.
No, sono stati i comitati locali di cittadini ad effettuare uno screening volontario con un laboratorio accreditato.
Inutili erano stati gli inviti e poi gli appelli alle maestranze affinché la salute dei cittadini fosse monitorata.
Un brivido ci corre nella schiena perché ci sembra di assistere in anteprima a situazioni del futuro di Parma, se l'inceneritore previsto a Ugozzolo sarà davvero portato a termine.
Un film già visto, con la solita e molto italiana sequela di “ve lo avevamo detto” quando tutto è già accaduto e il danno è ormai arrecato.
Viva l'Italia dei cittadini onesti.

CGCR

- Uno Notizie Toscana - Pistoia -

25 gennaio 2010

"Una scelta etica" su Caffè News Magazine


Grazie agli amici di Caffè News Magazine che anno voluto il mio post "Una scelta etica" per l'edizione di questa settimana.

Può essere letto qui: Caffè News Magazine

22 gennaio 2010

Una scelta etica


Con Daria andavo al cinema. Facevamo i compiti insieme. A casa sua o a casa mia. Ci riempivamo i pomeriggi di parole e, si, di sogni. Chissà da grandi... Ora da casa sua non vede più Capri, ma la Tour Eiffel. Come mio cugino Luca. Il mare è la sua passione. Adesso l'ha barattata con progetti da designer coltivati a pochi metri dal Lungo Senna. Vicino l'Arno, invece, ora ci abita Ilaria. Flavia è nell'empireo dell'alta finanza meneghina. A breve la raggiungerà mia cugina Mirta appena conclusi gli studi economici. Federica alterna Firenze con Parigi, Londra con Belgrado. Alessandro, un'amicizia preziosa, ha preso casa nella City, dove lavora anche Marcello.Sara organizza i concerti a Beyoncé da Soho. Anais insegue il cinema all'ombra del Big Ben. La scelta di Pierluigi? La Francia. Quella di Diego? Prima Maranello poi Genova. Pia e Antonio sono a Parma. Ale a Bruxelles. Da pochi giorni è arrivato lì anche Dario. Micol voleva occuparsi di diritto di famiglia, di adozioni. Cerca la sua realizzazione a Milano. Michele Londra. Giorgio e Lucio Roma. Fabio è volato nel lontano nord. A Oslo ha trovato il contratto che qui da anni giustamente pretendeva. Emanuela a Bologna si sta formando per diventare un grande medico.

Anche io sono andata via per un po'. E chissà in futuro.

Il sud sta perdendo (leggi ha perso) il suo carburante più prezioso. Intelligenza, cultura, creatività volate via. Difficilmente torneranno indietro. I Giovani. Gli adulti di domani. Non vorrei parlare per frasi fatte, ma se la storia, quella macro, si forma giorno per giorno da quella "micro", forse è sotto questi piccoli "fatti" che si può leggere l'entità di una pressochè totale assenza di lungimiranza, saggezza, intuito di tutta una classe dirigente. Per anni. Dai politici ai professionisti. Dagli insegnanti ai medici. Dagli impiegati agli imprenditori.

Non sono tra quelli che mette freni ai cicli storici. Mio nonno era nato a Bisaccia. Se non fosse andato via dall'Irpinia, non avrebbe realizzato quello che ha realizzato. Io non parlerei tre lingue.
Ma le persone con cui ho giocato, poi studiato non sono andate via solo da piccoli paesini. Sono fuggiti da una città da un milione di abitanti. Hanno lasciato uno dei paesi del G7. Perchè qui le prospettive non ci sono e sembra non si vuole che ci siano. Non ci vuole essere la serietà della costruzione, la voglia della riuscita collettiva, l'orgoglio dell'appartenenza storica e territoriale.

In questi giorni accompagnavo tra le strade della mia città un amico che ha deciso di fare una scelta etica. In molti lo chiameranno un utopista, un sognatore. Lui come le migliaia di persone che lo stanno sostenendo in Campania e non solo. Un network di cittadini che ha deciso di rimboccarsi le maniche e sfidare Golia. Una scelta folle. Una scelta etica. Pochi spiccioli, molto entusiasmo, nessun apparato. Ma la voglia, tanta, di riprendere in mano, senza ideologie, senza doppi fini, senza smanie di poteri e denari, le redini di un presente. E di una terra unica che solo dei folli, quelli si, hanno saputo maltrattare barbaramente.

ps. Foto di Luigi Taddeo :-)

07 gennaio 2010

Cosmetici, istruzioni per l'uso



Tra le righe dell'ottimo Econote, l'amica Marianna Sansone con Sonia Lay lanciano un monito a cui saranno sicuramente più sensibili le femminucce, ma anche i maschietti non resteranno indifferenti.

Cosa c'è esattamente nei prodotti cosmetici di cui facciamo quotidianamente uso?

Grazie a questo sito, il BIODIZIONARIO, si avrà la possibilità di controllare l'origine e la nocività degli ingredienti utilizzati.

Per la cronaca: ho già buttato un flacone...

06 gennaio 2010

Saldi, saldi, saldi


Saldi saldi saldi. Stagione di acquisti ma anche, inevitabilmente, di riflessioni sui tempi che viviamo. Frenetici, folli, disumani, stupidi ahimè. Tutti presi a spendere per una quantità di cose che a volte si rivelano inutili. La gente si affanna nelle strade, marciapiedi gremiti, negozi (i più gettonati quelli di lusso...ma non c'era la crisi?) gremiti all'inverosimile.
Tre episodi esemplari di questo clima, di questa società, di questa volgarizzazione dei costumi che in sintesi potrei solo definire folli.

Milano - Come non resistere alle tentazioni
La nostra vera capitale. Cuore pulsante dell'economia, della creatività, della moda. Una grande città che come tutte le grandi città ha in sé una eccellenza e il suo contrario. Allora vedi file chilometriche davanti le grandi griffe: tutti che vogliono accaparrarsi l'oggetto di culto scontato.
La fila più allucinante, con tanto di cordoni? Davanti uno dei protagonisti assoluti del casual mondiale: Abercrombie and Fitch, il colosso americano di felpe, profumi e bellissimi commessi da pochi mesi inaugurato a Milano.
Dettaglio da non trascurare: niente saldi sulle collezioni....

Napoli - Pizza, mandolino e lusso
Fonti certe e sicure mi hanno raccontato un simpatico aneddoto. Nella capitale dello scapestrato sud Italia, dove si piange miseria, ma non si rinuncia ad accalcarsi fuori le porte dei (pochi) negozi delle grandi griffe con o senza saldi, c'è un marchio che va particolarmente bene. E la fila davanti le sue vetrine in effetti lo testimonia. Ciò che sorprende è che il popolo adepto sia per lo più formato da ragazzini, adolescenti, studenti, giovanissimi lavoratori, che certe somme non potrebbero di certo permettersele. La griffe in questioni propone un oggettino semplice semplice, di poche pretese, con sopra inciso il marchio. Va a ruba. Letteralmente. File di ore per comprare un piccolo gingillo da ostentare. Non si acquista un prodotto, un manufatto, ma banalmente un marchio, uno status symbol. Costa poco, è griffato e dunque appetibile. Come dire: un piccolo angolo di quello che ormai è considerato il "paradiso" per poche lire.
La città dove se ne vendono di più in Italia, in Europa e nel mondo? Napoli, appunto.

Ancora Napoli - Pacco, contropacco e contropaccotto
Una volta (ma in verità si fanno ancora. Per lo più in zona Porto, a malcapitati e naif crocieristi) i pacchi si facevano fuori i negozi. Con un paio di Canon, si diceva, campavano 5 famiglie a Forcella. Quanto meno era da ammirare l'estro e la indubbia, criminale, genialità.
Ormai non si pretende neanche più questa partenopea creatività e le "truffe" si fanno proprio nelle boutique, ça va sans dire, gremite.
Ero diretta nel mio negozio preferito. Avevo visto la collezione in un'altra città italiana e già mi pregustavo la possibilità di fare piccoli affari a Napoli con l'avvio della stagione dei saldi.
Centralissima e elegantissima e "perbenissima" strada del centro cittadino. Il marchio sull'insegna è lo stesso. La gente esce dalla boutique con le buste "targate" allo stesso modo. Ma all'interno non c'è traccia della collezione che dovrebbe esserci essendo un negozio in franchising. I prezzi, però, sono sempre gli stessi.
Per la prima volta ho usufruito del servizio clienti. La casa madre è stata efficiente e mi ha risposto nei tempi.
Di seguito la mail che mi hanno mandato. Ahhhhh Napoli, Napoli!

Buonasera signora Taddeo,
innanzitutto le auguro un buon anno e la ringrazio infinitamente per l'interesse che ha mostrato nel ns. marchio.

Purtroppo, lei ha ragione, ma tutti i negozi di Napoli erano in franchising, dico erano perche' non abbiamo piu' spedito merce, la collezione AI 09 non e' mai stata fornita da noi in questi negozi e ns. malgrado siamo dovuti ricorrere a vie legali con il proprietario . Abbiamo chiesto anche di togliere l'insegna ........ per salvaguardare il ns. marchio ma invano,ricorrendo anche per questo a vie legali perche' come lei ha potuto notare nei negozi tutti i capi sono etichettati con diversi marchi che non sono ....... Sono proprio venuta ieri a controllare se il ns. marchio fosse stato rimosso ma ahime' era ancora li'.
Purtroppo per ora non possiamo fare niente essendoci in corso una causa legale. Tutto cio' che posso fare e' inviarle direttamente cio' che magari aveva visto ...o tramite il ns. sito puo' richiedere il capo di suo gradimento ( sempre ovviamente in base alla disponibilita').

la ringrazio nuovamente per il suo interesse,
Cordiali saluti,
.........


05 gennaio 2010

Non chiudete gli occhi sull'Aids

Adocchiato il link su Facebook. Non posso non pubblicizzare anche io questa lettera. Mi viene da dire un semplice in bocca al lupo a questa coraggiosissima ragazza.